CAPITOLO XII
LIBRO DI ARTE E ARTIGIANATO CALCISTICO
Maktub!
Campionato mondiale di calcio 2002
Brasile cinque volte campione
Era persino scritto che sarebbe arrivato il QUINTO campionato! Ma non in Francia, del geniale Zidane e compagni, preparati che dovevano vincere, tecnicamente e tatticamente, oltre ad avere il grande vantaggio, non trascurabile vantaggio del comando di campo, giocando nel proprio paese, in casa, come si suol dire, calcisticamente, con il pubblico quasi tutto a loro favore, a parte le battute d’arresto subite dalla squadra brasiliana, di conoscenza generale, soprattutto quello che è successo al nostro fenomenale Ronaldo.
Nelle precedenti edizioni lo dicevamo con convinzione: giocare in condizioni normali, rimandando al sogno del penta 2002, sarebbe stato il naturale esito dei Mondiali del 1998. E infine, testualmente: Così è stato scritto. MAKTUB. Se non lo era, ora lo è!
Ebbene, c’è il DECANTATO PENTA, motivo della gioia incommensurabile e contagiosa di questa immensa nazione brasiliana, di oltre 180 milioni di cuori respirati dal glorioso ed esclusivo titolo.
Nella Coupe de France, ciò che era più importante e importante era la prevalenza dell’allenamento tattico delle squadre a causa della versatilità nella variazione dei sistemi di gioco allora noti e anche quello, a volte, già svelando il passo successivo. Meritoriamente, il brillante allenatore della Francia, il professor Le Mer, ha utilizzato un solo attaccante in partite decisive o importanti, ad esempio, quelle contro l’Italia e lo stesso Brasile in finale. Certamente, a causa del dubbio della superiorità della preparazione tecnica della sua squadra su quegli avversari indubbiamente molto forti.
Naturalmente, nelle prime fasi di una competizione, non è consigliabile presentare tutti gli asset disponibili (Sistemi, strategie, tattiche, formazioni che si adattano, njll), ovvero: non aprire il gioco, la scatola delle possibili sorprese, che può essere meglio utilizzata in qualsiasi momento, magari perfezionata guadagnando in efficienza durante tutta la competizione, in modo tale che, nel momento sfortunato, Il gruppo di qualità e visione raffinata, sperimentato dal passato di innumerevoli competizioni vissute, unito (chiuso), in cui spiccano il sincero cameratismo e la leale amicizia, l’immancabile fiducia nelle proprie potenzialità – saranno, pienamente in forma, qualificati e pronti a raggiungere l’obiettivo più grande, la vittoria.
Ora, sì, è scritto nella storia: Brasile cinque volte campione del mondo di calcio!
Le arie asiatiche hanno fatto molto bene al Brasile! Disputata in Giappone e Corea (questa risultante dall’unificazione delle due Coree, il Sud e il Nord) fu l’unica, fino ad allora, effettuata, in più di un paese, contemporaneamente.
Ayikho i-que si riferisce all’evoluzione dei Sistemi di Gioco, che viene descritta, brevemente, come la distribuzione organizzata dei giocatori di una squadra sul campo, con funzioni complementari prestabilite, al fine, con meno sforzo, di ottenere maggiori prestazioni e vittoria, si percepiva che in questa Coppa si verificava un’evoluzione significativa ed entusiasmante, sempre attesa dai cosiddetti futuristi, con particolare interesse, è noto che questo accade ogni due Coppe del Mondo o giù di lì.
Sebbene molti non siano d’accordo con l’importanza dei numeri, non quelli delle maglie, propriamente detti, ma ciò che rappresentano nella distribuzione per settori del campo, ovvero: portiere, difesa, centro e attacco, impossibile ignorare che dai Sistemi Primari (G-1-1-8, 1-2-7, 2-2-6), così come i Moderni (G-2-3-5, WM-DIAGONAL, G-4-2-4, 4-3-3, 4-4-2, 3-5-2) dove la ricerca iniziale dell’equilibrio numerico tra i settori, Veniva superato dal tentativo di dominare il centrocampo e, allo stesso tempo, aprire spazi in attacco da riempire da chiunque arrivi da dietro, al momento giusto, possa usarli, confondendo i difensori, non abituati a segnare solo giocatore.
Elogi abbondanti e tanti applausi per il nostro carismatico allenatore cinque volte campione Luiz Felipe Scolari, che abbiamo imparato ad ammirare, non solo per le molte qualità innate che adornano la sua personalità, ma anche per quelle che è venuto ad aggiungere e migliorare nel corso della sua vita professionale, distinguendosi tra i suoi coetanei, brillantemente.
Un giocatore innovativo e pertinente, ha messo il nostro calcio un passo avanti rispetto al futuro. Con la sua maestria – supportato da un eccellente Comitato Tecnico – Felipão ha guidato la selezione eseguendo con fermezza tutti i piani e le importanti modifiche considerate essenziali.
Abile del gioco virile, del famoso 4-4-2 e dei cross da specialisti per i colpi di testa dei centravanti – ha saputo intravedere, anticipare e applicare ciò che è meglio per la squadra brasiliana, adottando la formazione con 3 difensori per una maggiore sicurezza difensiva, non solo quando attaccato, ma anche quando attacca (preda più facile con due lasciti, solo, concedere più spazio e tempo, Soprattutto a bordo campo, permettendo pericolosi contropiedi, sulle spalle dei terzini brasiliani a supporto costante dell’attacco. Tali mosse opposte sono state a lungo oggetto di analisi, studi e allenamenti fino allo sfinimento, con l’obiettivo di sfruttare le spalle dei terzini brasiliani.
L’allusione qui portata alla luce, ha il senso di evidenziare due delle innumerevoli virtù che fanno parte della personalità di LUIZ FELIPE, l’umiltà e la modestia, ecco, non ha esitato ad adottare, in linea di principio, la cura che MESTRE PARREIRA, QUATTRO VOLTE CAMPIONE nel 94, aveva adottato, perché giocando con quella che sarebbe considerata la terza coppia di difensori centrali, Aldair e Marcio Santos, hanno sedimentato l’equilibrio durante le qualificazioni, dopo una brutta partenza, fissando davanti al difensore, accanto a Mauro Silva, il Dunga, escoriato dal 99,9% dei tifosi brasiliani, coprendo i lati e fungendo da spring breaker davanti al difensore, togliendo agli avversari lo spazio-tempo di cui avevano tanto bisogno. Il nostro coraggioso Luis Felipe ha optato per la formula che è già affermata in tutto il mondo e utilizzata con relativo successo dal nostro Lazaroni, nei Mondiali degli anni ’90, almeno fino al giorno in cui il geniale Maradona, presentò alla sua compagna Cannigia, quel gol, inaspettato e fatale. Il Sistema non ha avuto il successo sperato, non è riuscito, in senso stretto, di fronte all’eliminazione prematura della nostra selezione quel giorno, di triste memoria.
Tuttavia, il predestinato Luiz Felipe, con la sua visione percussiva, di fronte al licenziamento per infortunio del leader e capitano EMERSON, alla vigilia della Coppa del Mondo, ha fatto il passo definitivo nell’attuazione del Sistema vincente: a) leadership più morbida della CAFU; b) maggiore protezione tecnica per i difensori e copertura per le ali; c) inizio delle manovre offensive con più qualità, con GILBERTO SILVA E JUNINHO, poi KLEBERSON. Era possibile, quindi, nel Piano Sistematico, armare RONALDO come l’unico attaccante nato, nel campo dell’attacco; RONALDINHO GAÚCHO e RIVALDO come centrocampisti in avanti, provenienti da una linea prima dell’attacco, dal centro, nelle partite più importanti e decisive, perché abbiamo visto che, contro la COSTA RICA, hanno giocato due attaccanti puri: EDILSON E RONALDO.
Così, la Coppa Pentacampeonato ha presentato il futuro, quando LUIZ FELIPE ha introdotto nelle competizioni di alto livello, il G-3-6-1 Game System, come sembra, detto da lui stesso, nel bellissimo lavoro di RUY CARLOS OSTERMAN, FELIPÃO A ALMA DO PENTA, contro la Costa Rica: 3 x 3 x 2 x 2 e nella grande finale: 3 x 4 x 2 x 1.
Questa è la verità dei numeri, nella sistematizzazione tattica del calcio, così crediamo.
Sempre all’interno del tema, il cinque volte campione ZAGALLO – l’unico ad aver vinto 4 Coppe del Mondo come partecipante de facto e de jure e profondo conoscitore delle sottigliezze dei vari Sistemi – mostra chiaramente la sua tendenza ad allineare le sue squadre, con suddivisioni nei settori, quali: G – 4 – 3 -1 (questo numero 1, di grande valore tattico, un centrocampista offensivo) – 2, in realtà G – 4 – 4 -2. Certo, G è il portiere, il 4 della difesa (seguendo la stessa norma sarebbe 2 – 2, per non giocare solitamente sulla stessa linea o, ancora, 1 – 1 – 2 per non essere consigliabile ridicolizzare la linea muta); 3 calzini (si direbbe 2 -1, o anche, 1-1-1; il numero 1; e infine i 2 attaccanti, spesso posizionati come 1 -1.
È con rammarico che vediamo allenatori, anche di buon livello, anche se pochi, così come giornalisti, cronisti e altri professionisti del settore sportivo, che non distinguono l’importanza dei numeri e la loro rispettiva distribuzione sul campo, non riuscendo così, a loro soddisfazione, il loro contributo, ancora maggiore, al progresso del calcio nel nostro paese.
Ora è il momento di lavorare per rendere l’HEXA una realtà, molto praticabile, considerando che la squadra cinque volte campione è giovane, nell’età media, e può essere davvero rafforzata, dai nuovi talenti che in Brasile appaiono ogni giorno.
Bisognerebbe infatti elaborare un progetto in vista delle Olimpiadi del 2008, quando, poi, avremo un’altra occasione per raggiungere la Medaglia d’Oro Olimpica, l’unica che ci manca, nella collezione che orgogliosamente possediamo. Perché l’obiettivo sia raggiunto, è necessaria una preparazione adeguata, di 4 anni, come di solito si fa in qualsiasi sport, in base alla squadra quattro volte campione del mondo juniores nel 2003.
Chiudiamo il capitolo trascrivendo, nominalmente, i giocatori della squadra brasiliana che ha fatto sventolare la bandiera vittoriosa del Brasile nei cieli dell’Est, e poi i versi di Castro Alves che ben riassumono i sentimenti patriottici del popolo brasiliano:
DIDA
SEGNO
ROGERIO CENI
CAFU
LUCIO
ROQUE JUNIOR
EDMILSON
ROBERTO CARLOS
RICARDINHO
GILBERTO SILVA
RONALDO
RIVALDO
RONALDINHO GAUCHO
BELETTI
ANDERSON POLGA
KLEBERSON
MINORE
DENILSON
VAMPETA
JUNINHO PAULISTA
EDILSON
LUIZIONE
KAKÀ
– “Auriverde pendon della mia terra,
Possa la brezza del Brasile baciare e ondeggiare,
Standard che racchiude alla luce del sole, Njengoba divine promesse di speranza


BY JUCELE
JULIO LEAL
19 DE ABRIL DE 2023
Muito legal!!
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Buon giorno! Saindo para o Consulado! Beijo
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