Exxxstory 4: Verídica – Coraggio. Baduzinho vide la morte da vicino – un gioco da ragazzi. EXXXTÓRIAXXX DO BADUZINHO – ZÉ – JULINHO. In Italiano

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EXXXTÓRIAXXX DO BADUZINHO – ZÉ – JULINHO

Exxxstory 4: Verídica – Coraggio. Baduzinho vide la morte da vicino – un gioco da ragazzi

Parla dell’importanza dei giochi per bambini nella formazione della personalità e del carattere dell’individuo, perché giocando con regole semplici e libere, l’essenza si manifesta, emergono cose buone o cattive che si portano basate sul DNA e sulla cultura fino a quel momento. L’esperienza stessa, le lezioni pratiche e la buona guida degli insegnanti di Game Friends! O no!

Lasciamo che i bambini vengano istruiti e gli adulti non dovranno essere puniti.

Successivamente, il bambino a scuola, nelle classi di Educazione Fisica, che dovrebbero essere obbligatorie e tenute da insegnanti specializzati della scuola materna, non solo perfezionano le qualità fisiche, ma anche quelle mentali e morali. In un piccolo gioco o concorso… Si può percepire, notare un buon concorrente, persino un campione, o uno con cattiva condotta, che approfitta illegalmente delle situazioni. Chi agisce correttamente viene incoraggiato e il cattivo concorrente viene aiutato, spesso con l’aiuto di psicologi presenti nel buon Educandário. L’educatore fisico stesso, leader nato, ha il potere, attraverso la leadership che esercita, di correggere piccoli difetti che, una volta non aggiustati, tendono a crescere esponenzialmente, portando alla criminalità.

Nel villaggio dove viveva Baduzinho c’erano adulti di ogni provenienza, militari, delegati, poliziotti, ingegneri, fornai e altri professionisti che, in un certo senso, influenzavano l’educazione dei loro figli e aiutavano nell’educazione degli altri. Ma niente di meglio della vita stessa da insegnare…

È già stato commentato l’importanza dell’aquilone nella formazione del carattere dei bambini, su come richieda una serie di qualità o indichi piccoli difetti. Attraversare altri aquiloni, tagliare o essere tagliato, correre dietro a un aquilone volante guardando il cielo senza ricordare buchi e auto, macinare vetro per cera sulla linea del tram, incredibilmente: sui binari del treno! Non c’è rischio maggiore!!

Sì, c’è il fatto di far volare un aquilone sui tetti dell’amianto. Il fratello gemello di un grande amico è morto cadendo da un’altezza enorme da un tetto di amianto in un garage (Dio lo abbia in viaggio, forse ha compiuto la sua Missione sulla Terra, anche se è per avvertire tutti). Più fortuna fu Baduzinho, che amava far cadere la cafifa sul tetto di amianto dell’area coperta del cortile, fuori dalla casa, accanto all’area aperta. Coraggiosamente salì la scala che portava alla soffitta accanto al muro sul retro della casa (una scala che serviva anche ai Bicheiros in fuga per saltare oltre il muro nel terreno vuoto, fuggendo dalla polizia) e, dall’alto, liberò felicemente il suo giocattolo. Un giorno l’aquilone è andato in profondità, è scomparso dietro gli altri tetti e si è incastrato. Si fermò più volte nella speranza di far staccare l’aquilone e rialzarlo (ogni aquilone era costoso o correva dopo una “Voada” se vinceva la disputa), si distraeva, camminava all’indietro, il tetto era sparito, il corpo si ritirava rapidamente, la testa più pesante, l’ultima cosa che sentì fu Baduzinho!! La vicina Doña Isaura, madre di Seo Basílio della casa 10 e nonna di Reinaldo, dal suo giardino ha visto tutto. Poi gridò: Dona Jaïraaaa!

Doña Jaïra (con umlaut) corse, vide il figlio maggiore svenire e sanguinare, il terreno si crepò, lo afferrò con entrambe le braccia e lo sollevò, corse magicamente i 100 metri del villaggio di ciottoli in zero secondi, fortunatamente c’era una folla alla porta del villaggio che li portò all’ospedale Carlos Chagas (che Baduzinho ringraziò quel giorno e i suoi medici). 3 cm nel collo, 15 cm di crepa interna dalla parte superiore alla base del cranio. Tutte le precauzioni possibili, fino al secondo o terzo periodo. il giorno del coma un dottore profetizzò che avrebbero potuto preparare la sepoltura, la bara. Il Padre, soldato dell’esercito, trasferì suo figlio all’HCE (Ospedale Centrale dell’Esercito) a Triagem (mai dimenticato anche nelle sue preghiere), fino a quando, contrariamente alla profezia, le possibilità erano presenti, ma secondo il desiderio di Dio, la qualità della medicina e la fede di genitori, parenti e amici, poiché la sua missione non era ancora stata compiuta,  aveva molto da sapere, da imparare e da insegnare, da scambiare esperienze: si è svegliato undici giorni dopo l’evento, in una stanza all’HCE, ascoltando il canto degli uccelli provenienti dai manghi nel cortile e quando ha aperto gli occhi si è trovato faccia a faccia con i suoi genitori e fratelli presenti! Non ha mai dimenticato!

Un vaso difettoso non si rompe, si crepa soltanto, dicono alcuni.

Alcune viti erano allentate, altre dovevano essere cadute, un nuovo Baduzinho nacque, rinato, con la missione eterna di ripagare la gentilezza Divina, di fare del bene!

Sopra abbiamo parlato del coraggio di salire sul tetto, ma niente, niente in termini di coraggio che 6 mesi dopo l’incidente quasi fatale, lei stessa, la vicina Dona Isaura che viveva in giardino a lavorare, hanno urlato di nuovo, Dona Jaïraaa, Baduzinho sta di nuovo facendo volare un aquilone sul tetto! Quando la madre vide il figlio eccitato che faceva volare un aquilone sul tetto, fu il suo turno di cadere all’indietro, Baduzinho che cadde rapidamente e Dona Isaura che entrò la aiutarono proprio lì, dandole acqua zuccherata. Baduzinho non ricorda se fu “picchiato molto o poco” quando si svegliò, a quel tempo le madri davano una bella sculacciata correttiva.

Grazie Signore, Dona Isaura, mamma (detentrice del record dei 100 metri che le ha salvato la vita): Baduzinho ti ringrazia ancora oggi, 65 anni dopo.

Continuava a far volare un aquilone sul tetto! Potrebbe essere un portiere!

P.S. – Molti anni dopo, Baduzinho cenava in un ristorante a Leblon con la sua amata e chiamò sua madre che era a casa. In quel periodo sentì un aiiii e un suono vuoto. Chiese a sua Sonia di pagare il conto, prese la chiave dell’auto e nello stesso secondo arrivò all’appartamento di Jardim Botânico, insieme alla vicina Doña Dalvina e alla figlia Adriana (Isaura era già in Paradiso) che organizzavano il suo viaggio all’HCE. Era in piedi e la testa del femore si ruppe (osteoporosi familiare) e cadde (non era l’opposizione).

È stato bello!

P.S. 2 – Attraversamento – l’atto finale del combattimento con l’obiettivo di tagliare l’aquilone dell’avversario, spesso prendendolo appeso per la coda come trofeo.

P.S. 3 – Taglio – l’atto di posizionare la linea sotto o sopra la linea dell’avversario per piegarla e tagliarla.

P.S. 4 – Cafifa – Pappagallo – Aquilone – Razza – Pandorga – Aquilone – nomenclature per aquiloni a seconda del formato e della regione.

P.S. 5 – Volante – letteralmente – quando il combattimento è finito, uno o entrambi gli aquiloni volano liberi, ‘l’ampio’, o anche se per forza del vento o del nodo improprio l’aquilone viene perso, rilasciato. In senso figurato, una persona pazza.

P.S. 6 – Dibicou (becco – becco) – atto di provare abilmente la linea per far stare l’aquilone con il becco sopra, a testa in giù, verso terra.

P.S. 7 – Stop – 1 – quando l’aquilone è in aria e improvvisamente, all’improvviso, dal nulla, la lenza si spezza lasciando l’aquilone libero. 2 – Quando l’aquilone si blocca da qualche parte, tetto, antenna, albero, filo (pericolo!!) e il proprietario tira e rilascia la cima con l’intento di liberare l’aquilone dalla prigione.

P.S. 8 – Provare: – suggerimento del PC Bocão, che sa molto di Kite e Palla: atto di tirare forte sulla linea seguito da una più debole, dare la direzione desiderata e sfruttare meglio il vento.

P.S. 9 – Ringrazio pubblicamente e attribuisco il merito per la definizione dei termini pipeiros alla mia amica e Pioniera d’Oro Georgette Alonso Hortalb, la nostra cara Jô, Maestra, Maestra, Dottoressa specializzata in Danza. Merci beaucoup.

P.S. 10 – Julio Leal: Come dicevano: Hai paura di questo, la tua linea è fatta di carta?

Com’è, in realtà: Hai paura, tabaréu? È una linea di bobina!

È il famoso ritornello di una canzone popolare brasiliana, comunemente conosciuta come “Melô da Pipa”.

Lettera principale (estratto):

“Hai paura del tabaréu, è una linea di bobina/ Ti fermi, si allunga/ Togli la mano dal mio aquilone che voglio lasciare…”

Significato e contesto:

Tabaréu: Provocazione per chi è ingenuo, timoroso o esitante.

Linea Reel/Cerol: Elementi di disputa; La cera è la miscela da taglio, simbolo del coraggio nella battaglia degli aquiloni.

Temi: La canzone esalta il gioco di strada, la fiducia in sé stessi e la libertà.

P.P.S. – Ricordate perché Baduzinho: Baduzinho perché era nipote di José Pinto Lopes, soprannominato Badu a Madureira dove viveva, lavorava come macellaio, era calciatore e arbitro

By Jucele

Julio Leal.

Técnico Campeão Mundial Sub 20 Na Austrália em1993

Tecnico Campione del Mondo Under 20 in Australia nel 1993

25 de fevereiro de 2026

25 febbraio 2026

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